Saggi e ricerche n. 20

Saggi e ricerche n. 20

Alfonso Botti, Questione sefardita e antisemitismo nell’Ottocento spagnolo

Il saggio anticipa la parte relativa al XIX secolo, grosso modo fino alla Restaurazione borbonica, di una ricerca di più ampio respiro sull’antisemitismo spagnolo in età contemporanea  della quale sono state già pubblicate varie anticipazioni, anche sulle pagine di questa rivista. Attraverso l’esame di fonti storiografiche e di fonte dirette, tra le quali un particolare rilievo hanno quelle letterarie (Borrow, Fernán Caballero, Alarcón, Bécquer, ecc.), il saggio mette a fuoco i tradizionali sentimenti di ostilità antiebraica presenti nella società e nella cultura spagnola del tempo accanto all’emergere del nuovo antisemitismo politico. Il saggio approfondisce alcuni aspetti sui quali la storiografia aveva già indagato, come per esempio l’impatto della “scoperta” da parte degli spagnoli dei sefarditi durante le campagne d’Africa del 1859-60. Di contro, altri aspetti vengono tematizzati per la prima volta o trattati con maggiore precisione. È questo il caso delle ripercussioni sulla nascente storia nazionale del nesso tra espulsione del 1492 e decadenza, e dei primi snodi dell’identificazione tra ebreo e massone, quale premessa della teoria del complotto-ebreo-massonico


Vittorio Scotti Douglas, Spagna 1808: la genesi della guerriglia moderna. 2. fenomenologia della guerriglia spagnola e suoi riflessi internazionali

L’articolo, che è la continuazione di quello pubblicato nel n. 18, dopo aver fornito alcuni dati sulla situazione demografica e socio-economica della Spagna al momento dell’insurrezione, passa in rassegna alcuni momenti chiave per mettere in luce l’importanza del fenomeno “guerriglia”, dapprima per la storia spagnola e poi per quella europea. Il Dos de Mayo viene analizzato per decidere se sia stata o no un’insurrezione popolare;  la guerriglia viene poi presa in esame per vedere chi fossero i guerriglieri e quali i loro obiettivi; segue una breve descrizione dei tentativi delle autorità per regolamentare il fenomeno. Un certo spazio viene poi dedicato all’analisi dell’importanza e della efficacia militare delle formazioni guerrigliere e al loro progetto strategico; da ultimo una rapida panoramica dà conto dell’influenza della guerriglia spagnola, sia durante il periodo napoleonico, sia negli anni immediatamente successivi, sul pensiero politico e militare di altri Paesi, come l’Austria, la Prussia, la Russia, la Polonia e l’Italia.

Alberto Gil Novales, Pueblo y Nación en España durante la Guerra de la Independencia

Il saggio prende le mosse dalle concezioni sulla nazione di Max Weber, dall’impossibilità di raggiungere un concetto univoco di Nazione, e porta il ragionamento all’Europa moderna, e alla Spagna, soprattutto a partire dal secolo XVIII. In tale secolo l’apparizione del sentimento nazionale è guidato dalla lotta tra lo Stato e la Chiesa, che culmina nell’espulsione dei gesuiti. La guerra de la Independencia aggiunge, in Spagna, una importante sfumatura alla affermazione nazionale: il legame di questo sentimento alla Costituzione e ai diritti dell’uomo. Il generale Castaños si mantiene fuori da questo contesto, giacché per lui la Nazione è il prodotto della vittoria militare. Quando non si mantengono le promesse i concetti si altreano molto in fretta: il popolo, soggetto di tutti i diritti, si trasforma in un essere immaginario, nel mentre il popolo reale, quello che ci circonda, è sfruttato senza misericordia. Quando nei testi della guerra della Independencia si parla di Nazione si intende quella spagnola. Unica eccezione, durante il periodo della dominazione francese, è il  “Diario de Barcelona”.

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