Saggi e ricerche n. 14

Saggi e ricerche n. 14

María José Lacalzada de Mateo, Recuperando Dios y libertad: una memoria inédita de Concepción Arenal

Scrivendo nel 1885 Dios y Libertad, Concepción Arenal espresse la pretesa che i liberali e i cattolici ponessero posto in secondo piano il loro scontro politico, privilegiando il benessere degli esseri umani. L’idea si rivelò fallimentare e il libro non fu mai pubblicato vivente l’Autrice. Troviamo in esso un altro aspetto dell’eredità della Arenal, conseguente al suo umanesimo liberale illuminato, che cerca di far crescere l’eguaglianza attraverso la libertà e di aumentare il benessere in modo armonioso


Alberto Basciani, Los dos desconocidos: España y el mundo balcánico desde la Crisis Oriental hasta la Primera Guerra Mundial (1877-1918)

L’attenzione e i rapporti, sia economici sia politici, della Spagna verso i Balcani, sono un argomento quasi sconosciuto nell’ambito della storia delle relazioni internazionali. Pur se i primi contatti risalgono all’Ottocento, furono le due guerre balcaniche del 1912 e 1913 che destarono un interesse reale dello Stato e dell’opinione pubblica spagnola verso l’Europa balcanica (specialmente nei confronti della Romania e della Bulgaria).
La Spagna era un osservatore attento e interessato del crescente conflitto politico e diplomatico nei Balcani, in cui furono coinvolte tutte le grandi potenze. E l’interesse continuò durante la prima guerra mondiale, nonostante la neutralità spagnola. Dopo il conflitto le scarse risorse spagnole e lo spostarsi dell’attenzione verso il Marocco posero fine a ogni ambizione.
Il saggio è basato essenzialmente su materiale inedito dell’archivio madrileno del Ministero degli esteri.


Antonio Moliner Prada, El otro 98: las reformas en el campo educativo

Tra il 1900 e il 1902 la Spagna migliorò moltissimo l’istruzione e l’insegnamento, grazie all’influenza delle idee dei regeneracionistas e grazie alla campagna politica lancita da Joaquín Costa nel 1899. L’articolo prende in esame queste riforme, dapprima quelle del governo conservatore di Silvela, poi di quello liberale di Sagasta, tramite i rispettivi ministri, García Alaix e il conte Romanones. L’istituzione nel 1909 del Ministero della pubblica istruzione e la legislazione relativa diedero un grande incremento alla politica educativa dello Stato


Marco Mugnaini, Italia, Spagna e la formazione di un nuovo equilibrio mediter­raneo (1923-1928)

Fino alla prima guerra mondiale il problema del Mediterraneo occidentale era sempre stato preso in considerazione utilizzando il classico schema dell’equilibrio di potere, ma dopo il conflitto gli equilibri preesistenti dovevano essere risistemati. Una nuova fase aveva avuto inizio in cui la “vincitrice” Italia e la neutrale Spagna dovevano ridefinire i loro rapporti reciproci, tenendo altresì presente i rapporti strategici tra le potenze navali, la situazione coloniale del Nord Africa e le condizioni sociopolitiche nei due Paesi.
Tale fase non ebbe fine con la firma dei trattati di pace, e per quanto riguarda la questione mediterranea continuò anche dopo la stipula dei primo Statuto di Tangeri nel 1923 tra Francia, Gran Bretagna e Spagna. In questo contesto i rapporti tra l’Italia fascista e la Spagna di Primo de Rivera ebbero un ruolo significativo, specie dopo il patto di Locarno, e tra il 1926 (trattato italo-spagnolo) e il 1928 (secondo Statuto di Tangeri) furono d’aiuto nel definire un nuovo tracciato euro-mediterraneo.

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