Saggi e ricerche n. 12

Saggi e ricerche n. 12

María Victoria López Cordón Cortezo, La metamorfosis del bandido: de delinquente a guerrillero

Il saggio studia il banditismo in Spagna dalla fine del Settecento fino alla prima metà del XIX secolo. Si propone di ricostruire la tipologia del bandolero e alcune caratteristiche della mitologia qualificante il guerrigliero della Guerra d’Indipendenza, cercando di stabilire delle analogie fra i due caratteri. Entrambi sono degli «eroi» che possono contare su un forte appoggio popolare in contrasto con l’atteggiamento individualistico della loro condotta. Le fonti usate sono le memorie di viaggio, i pliegos de cordel e le testimonianze documentarie rintracciate presso l’Archivo Histórico Nacional di Madrid.


Bartolomé Benassar, Tan amados bandidos

Dopo le campagne di Napoleone l’opinione pubblica francese prese a rappresentare l’immagine della Spagna come quella di una terra in lotta per la sua indipendenza. Questo spiega perché durante gli anni venti e trenta del diciannovesimo secolo molti viaggiatori francesi si recarono in Spagna nutriti di un particolare ed esotico interesse nei confronti dei bandoleros. Sebbene assai di frequente queste emozioni rimasero frustrate, le memorie dei viaggiatori crearono la figura del bandido de honor, un carattere romantico di nobile spirito, che di solito assumeva un tono cortese e gentile con i forestieri in viaggio, a volte rinunciando persino a derubarli.


Xosé M. Núñez Seixás, Emilio Grandio Seoane, Clientelismo político y derecha autoritaria en la Galiciade la Segunda República. Una aproximación a la correspondencia de Calvo Sotelo

L’articolo si propone di mostrare il persistere di reti clientelari ereditate dal periodo della Restaurazione fino ai quinquennio democratico della Seconda Repubblica spagnola, prendendo come esempio l’attività svolta dagli amici di José Calvo Sotelo nel sud della Galizia. Facendo assegnamento su solidi legami personali stabiliti durante la dittatura di Primo de Rivera, Calvo Sotelo si dimostrò abile nel sostenere una ridotta ma assai affidabile struttura di partito nell’Ourense, che permise a lui e alle sue organizzazioni (Bloque Nacional, Renovación Española, ecc.) di aggiudicarsi molti seggi in questa provincia grazie allo scambio di voti e favori. La corrispondenza privata di Calvo Sotelo, parte di quella conservata presso l’Archivio della Guerra Civile di Salamanca, mostra come la natura politica della destra autoritaria seppe farsi largo con successo in una zona rurale.


Luigi Paselli,, Antifascisti tedeschi nel “Servizio sanitario internazionale” in Spagna, 1936-1939.Note biobibliografiche

Durante la Guerra Civile spagnola alcune decine di migliaia di volontari antifascisti provenienti da tutto il mondo accorsero in Spagna per difendere la Repubblica. Molti fra loro servirono nei “Servizi sanitari” delle Brigate internazionali. L’autore, dopo aver fatto una panoramica di questi “Servizi”, ne studia in dettaglio la partecipazione dei volontari tedeschi, che risultò di suprema importanza per tutta la durata del conflitto.


Carla Perugini, Letteratura ed esperienze estreme. A proposito di Max Aub e Jorge Semprún (prima parte)

Gli scrittori antifranchisti, che hanno vissuto alcune esperienze esistenziali estreme, come l’imprigionamento in campi di concentramento in Francia o Germania, le torture nelle Comisarías o la prigione dura in Spagna, hanno affrontato il penoso soggetto della loro personale vivencia in molti lavori, scrivendo semplicemente le memorie o rielaborandole in forma di fiction. In ogni caso la relazione con la scrittura ha dovuto superare l’inesprimibile contenuto della narrazione, la presunta intrasmissibilità delle atroci realtà, il conflitto fra estetica e argomento del racconto. Emblematici di tale tipo di conflitto – risolto – fra letteratura ed esperienze estreme risultano i lavori di Max Aub e Jorge Semprún.


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