Saggi e ricerche n. 7

Saggi e ricerche n. 7

Justo G. Beramendi - Xosé M. Núñez Seixas, Nacionalismo Gallego y sociedad: una interpretación general (1840-1994)

L’articolo prende in esame la dimensione sociale del movimento nazionalista gallego, dal suo inizio sino a oggi, concentrandosi sui militanti di base e sul loro radicamento sociale, come pure sulla rispondenza incontrata nella società galiziana dai programmi dei nazionalisti.
Partendo - all’inizio del XIX secolo - da una base sociale formata in prevalenza da intellettuali urbani e da alcuni settori della borghesia medio-bassa, dal 1916 (il periodo delle  Irmandades da Fala) si può osservare l’inizio di un lento processo d’incremento di seguito nella classe media urbana, che continuò durante la Seconda Repubblica (fondazione del Partido Galeguista) e raggiunse anche per la prima volta porzioni significative di contadini e di artigiani cittadini. Tuttavia la brusca interruzione imposta dallo scoppio della Guerra civile a questa celere, ma ancora immatura, dinamica sociopolitica fu il motivo per cui negli anni postbellici il nazionalismo gallego si ridusse a una minoranza di intellettuali e professionisti cittadini. Tale situazione iniziò a cambiare negli anni Sessanta, quando organizzazioni di sinistra ad orientamento marxista conquistarono l’egemonia totale del nazionalismo gallego. Dal 1975 al 1993, il nazionalismo in Galizia ha sempre conservato una media elettorale del 15%, trovando la maggioranza dei suoi elettori nella borghesia cittadina di classe medio-bassa e nel ceto impiegatizio, e in alcuni settori dei lavoratori agricoli e industriali. Solo negli ultimi due anni vi è stato un aumento notevole delle aspettative sociali del nazionalismo gallego, provocato dai mutamenti strutturali avvenuti nella società galiziana negli anni Novanta e dall’impatto economico causato in Galizia dall’integrazione della Spagna in Europa.


Francesco Tamburini, L’indipendenza di Cuba nella coscienza dell’ “estrema sinistra” italiana (1895-1898)

Questa ricerca, basata in prevalenza su fonti archivistiche inedite, rivela come e perché la “estrema sinistra” italiana (il partito socialista, quello repubblicano e il radicale) appoggiarono i cubani durante la loro seconda insurrezione contro gli spagnoli, iniziata nel febbraio 1895 e culminata nell’intervento statunitense del 1898.
Lo studio è concentrata sulla vivace propaganda diffusa da questo settore politico, facendo luce su coloro che cercarono di arruolarsi come volontari nello “ejército libertador cubano”, spinti dal mito di Garibaldi, nonostante il severo controllo del governo italiano da un lato (desideroso di mostrare una rigorosa neutralità nel conflitto e di mantenere buone relazioni diplomatiche con la Spagna), e l’ostilità e il sospetto delle forze rivoluzionarie cubane.


Silvia Monti, Teatro e guerra civile. Il linguaggio drammatico De Urgencia

Nuevo retablo de las maravillas di Rafael Dieste e Radio Sevilla di Rafael Alberti sono i due testi  assunti in questo saggio come esempio del teatro composto durante la Guerra civile spagnola dagli intellettuali repubblicani, e chiamati, da un’idea dello stesso Alberti, teatro de urgencia. L’articolo sottolinea, innanzi tutto, lo stretto legame tra propaganda e intrattenimento, che giustifica la scelta del genere farsesco per molti di questi lavori, e passa quindi ad osservare i modi in cui operano le diverse componenti del testo, e i rapporti tra la tecnica drammatica e il messaggio ideologico che gli autori volevano trasmettere al pubblico.


Daniele Pasquinucci, Le scuole di formazione dei quadri del partito comunista spagnolo durante la Guerra civile

Questo saggio vuole contribuire agli sforzi degli storici per delineare il processo di formazione dei quadri del Partito Comunista spagnolo negli anni della Guerra civile. Utilizzando i documenti che si trovano a Salamanca nello Archivo Histórico Nacional - Sección Guerra Civil e anche quelli rinvenuti nell’Archivo Histórico del Comité Central del Partido Comunista de España, l’Autore studia i quadri intermedi del PCE durante la guerra. Egli si occupa in particolare dell’attività quotidiana delle scuole di partito, dei loro rapporti con la relatà locale, e sulla modalità della scelta degli allievi. L’Autore prende anche in esame l’estrazione sociale degli alunni e il tipo di testi utilizzato dagli insegnanti. La ricerca prende anche in considerazione il dibattito internazionale sull’esperienza dei Fronti popolari.

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