Saggi e ricerche n. 5

Saggi e ricerche n. 5

Ermanno Caldera, Il teatro barocco nella prospettiva letteraria del primo Ottocento

I classicisti tentarono di rifare il teatro del Siglo de Oro con le refundiciones, o impiegando il testo come parziale “scaletta” drammaturgica. I drammaturghi romantici si volsero con interesse al mondo settecentesco, ma escogitarono un percorso originale in cui la libertà dalle regole e la sottigliezza delle sfumature rifletteva gli insegnamenti del teatro barocco.


Isabel María Pascual Sastre, La percezione dell’Italia del Risorgimento nei viaggiatori spagnoli (1857-1873)

Le immagini e i miti che gli spagnoli trassero dal movimento nazionale italiano svolsero un importante ruolo storico, giacché rappresentarono autentici modelli politici per la Spagna in crisi del tardo periodo isabellino. I viaggiatori spagnoli visitavano l’Italia non solo per l’imponente patrimonio artistico e per il suo passato, ma attratti da quello che appariva ai loro occhi come un laboratorio di novità per il futuro. La fattibilità dei modelli italiani, differenziati secondo diverse linee ideologiche, sarebbe stata messa alla prova nel cosiddetto sexenio democrático.


Emanuela Scardovi, Editoria militante e cultura libertaria: “La Revista Blanca”

Il saggio riassume la tesi di laurea dell’Autore, sostenuta nel 1993 all’Università di Bologna. La vita della rivista “La Revista Blanca” è strettamente legata agli avvenimenti politici e sociali che segnarono l’evoluzione della Spagna dalla Prima alla Seconda repubblica, e offre più di un’indicazione per la riconsiderazione della pubblicistica libertaria nel più vasto contesto dell’esperienza complessiva del movimento libertario in Spagna.


José Ignacio Cruz, Los Barracones de Cultura. Noticias sobre las actividades educativas de los exiliados españoles en los campos de refugiados

Alla fine della Guerra civile spagnola, nella primavera del 1939, migliaia di esuli repubblicani ripararono in Francia e furoino internati in campi di rifugiati nel Sud del paese. Qui essi inventarono i barracones de cultura, un progetto culturale piuttosto rudimentale ma efficace, che mirava ad aiutare gli esiliati ad affrontare la loro nuova situazione, mediante corsi di lingue straniere, cultura di base, e così via. Al contempo l’attività dei barracones contribuì in maniera estremamente valida a controbattere la disperazione e la demoralizzazione nelle fila dei repubblicani dopo il collasso militare. Nonostante la situazione disperante, la mancanza di mezzi e l’incertezza del futuro, vi è una larga messe di testimonianze che sottolineano l’importanza dell’opera svolta da insegnanti, maestri e allievi all’interno dei campi di rifugiati.


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