Saggi e ricerche n. 28

Saggi e ricerche n. 28

Antonio Moliner Prada - La  España moderada en la Europa de su tiempo

 El moderantismo español completó la tarea inacabada de reconstrucción del Estado nacido de la Revolución liberal. La radicalidad de ésta explica el viraje moderado a partir de 1844. Lo mismo hicieron los países europeos convulsionados por la Revolución de 1848, cuyo liberalismo evolucionó en un sentido moderado y gradualista. Aun con sus peculiaridades propias, la España moderada y unionista no desentona en líneas generales con el Portugal de Cabral, la Francia de Napoleón III o la Italia de Cavour.

 The Spanish moderates accomplished the unfinished task of reconstructing the State born from the Liberal Revolution. The radicality of this explains the turn to the Moderantismo since  1844. The same happened in the European countries upset by the 1848 revolutions,  whose liberalism evolved in a moderate and gradualist sense. Even with its peculiarities, the Moderada and Unionista Spain wasn’t out of tune with Cabral’s Portugal,  Napoleon III’s France or Cavour’s Italy.

 Il moderatismo spagnolo portò a termine l’incompiuta ricostruzione dello Stato nato dalla rivoluzione liberale, il cui radicalismo spiega la svolta moderata del 1844.  La stessa cosa si ebbe negli altri Paesi europei, sconvolti dalle rivoluzioni del 1848, il cui liberalismo si sviluppò in maniera moderata e graduale. Anche con le proprie particolarità, la Spagna moderata e unionista non era poi tanto diversa dal Portogallo di Cabral, dalla Francia di Napoleone III o dall’Italia di Cavour.

 

Eleonora Zuliani - Il Collegio di Spagna di Bologna. prestigio e tradizione di un’istituzione albornoziana

 In questo testo si è cercato di ripercorrere le tappe principali che hanno contraddistinto la storia del Collegio albornoziano di Bologna, sottolineando l'importanza che quest'istituzione ha svolto ed esercita tutt'oggi nella formazione delle principali élites politiche e culturali spagnole. Questo Collegio, fondato nel 1365 per volontà del cardinale Gil de Albornoz, fu edificato con lo scopo di garantire una presenza stabile e continuativa al gruppo di studenti spagnoli venuti nella città felsinea a formarsi come dottori. Il prestigio dello Studio bolognese e le vicende storiche legate alla presenza del cardinale Albornoz in Spagna costituiscono gli elementi principali che hanno permesso di portare a compimento, nel 1369, la costruzione di quest'edificio. Nel saggio si sono inoltre riportati e commentati alcuni passi degli Statuti e dei Regolamenti albornoziani succedutisi nel corso dei secoli, i quali evidenziano con nitidezza l'elevato carattere conservatore e cattolico dell'Istituzione, tutt'oggi fortemente sganciata da un diretto controllo statale ed indipendente nelle sue scelte organizzative e selettive.

 In questo testo si è cercato di ripercorrere le tappe principali che hanno contraddistinto la storia del Collegio albornoziano di Bologna, sottolineando l'importanza che quest'istituzione ha svolto ed esercita tutt'oggi nella formazione delle principali élites politiche e culturali spagnole. Questo Collegio, fondato nel 1365 per volontà del cardinale Gil de Albornoz, fu edificato con lo scopo di garantire una presenza stabile e continuativa al gruppo di studenti spagnoli venuti nella città felsinea a formarsi come dottori. Il prestigio dello Studio bolognese e le vicende storiche legate alla presenza del cardinale Albornoz in Spagna costituiscono gli elementi principali che hanno permesso di portare a compimento, nel 1369, la costruzione di quest'edificio. Nel saggio si sono inoltre riportati e commentati alcuni passi degli Statuti e dei Regolamenti albornoziani succedutisi nel corso dei secoli, i quali evidenziano con nitidezza l'elevato carattere conservatore e cattolico dell'Istituzione, tutt'oggi fortemente sganciata da un diretto controllo statale ed indipendente nelle sue scelte organizzative e selettive.

 In this text we have tried to go through the main stages that marked the history of Bologna's Collegio Albornoziano, underlining the importance that this institution had, and, today still has in the education of Spanish main political and cultural elites. This Collegio, founded in 1365 by will of Cardinal Gil de Alboronoz, was built with the aim of guaranteeing a stable and continuative presence to the group of Spanish students that came over the city to study. The bases to the creation of this building in 1369 were the prestige of the Studio Bolognese and the historical facts connected to the presence of Albornoz Cardinal. In the essay you can also find parts of Albornoz's Statutes and Rules that were followed throughout the centuries and that clearly remark the conservative and catholic side of the institution, that,nowadays is still completely disconnected to a direct governamental control and is indipendent in its selective and organizational choices.

 

Germán Ramírez Aledón, Literatura para el combate anticlerical: La Bruja o Cuadro de la Corte de Roma, de Vicente Salvá (1830)

 Este trabajo analiza la literatura generada en España y en el exilio en el primer tercio del siglo XIX contra el poder de la Iglesia y sus instrumentos represivos, como la Inquisición. Literatura anticlerical que tiene su momento de inicio con la Cornelia Bororquia, de Luis Gutiérrez, y se desarrolla desde 1823 en el exilio de los liberales españoles en Inglaterra y desde 1830, en Francia. Es en ese año cuando el ex-diputado, librero y editor Vicente Salvá y Pérez (1786-1849), edita al poco de llegar a París La Bruja o Cuadro de la Corte de Roma, furibundo alegato anticurialístico y anticlerical, que circuló de forma muy limitada en España durante casi una década. Se analizan su contenido, sus relaciones con otras obras del momento y se trata de desvelar su autoría, con referencias a la edición de Londres de 1840, cuyo traductor no ha podido ser identificado.

 This work analyses the literature produced in Spain and in exile during the first third of the 19th Century, against the repressive power of the Church and its instruments, such as the Inquisition. Anticlerical literature started with Cornelia Bororquia, by Luis Gutiérrez, evolving after 1823 during the exile of the liberal Spaniards in England, and after 1830 in France. It is in this year that the ex-deputy, bookseller and publisher Vicente Salvá y Pérez (1786-1849), soon after arriving in Paris, published La Bruja o Cuadro de la Corte de Roma, a furious anticurial and anticlerical manifesto that circulated in a very limited form in Spain over almost a decade. This article analyses the content of this manifesto and its relationship with other works of that time, aiming at unveiling its authorship with respect to the London edition of 1840, whose translator could not be identified.

 Il saggio prende in esame la letteratura prodotta in Spagna e nell’esilio nel primo terzo del secolo XIX contro il potere repressivo della Chiesa e i suoi strumenti, come l’Inquisizione. La letteratura anticlericale iniziò con Cornelia Bororquia, di Luis Gutiérrez, e si sviluppa dopo il 1823 durante l’esilio dei liberali spagnoli in Inghilterra, e dopo il 1830 in Francia. È in quell’anno che l’ex-deputato, editore e libraio Vicente Salvá y Pérez (1786-1849), subito dopo il suo arrivo a Parigi, pubblica La Bruja o Cuadro de la Corte de Roma, un furioso manifesto anticuriale e anticlericale che circolò in forma molto limitata in Spagna per quasi un decennio. L’articolo analizza il contenuto dell’opera e i suoi rapporti con altri lavori del tempo, cercando di svelarne l’Autore in riferimento all’edizione londinese del 1840, il cui traduttore non si poté identificare.

 

María Antonia Fernández, La revolución social en imágenes. iconografía de la prensa socialista y anarquista española (1872-1920)

 A partir del Sexenio Democrático, la prensa obrera española se incorporará paulatinamente a la costumbre de publicar ilustraciones como medio de propaganda efectivo para la movilización social. Los dibujos que semanalmente aparecieron en “El Condenando”, entre febrero y agosto de 1872, son los primeros que podemos llamar internacionalistas y tuvieron la virtud de superar las características del popular género caricaturesco, añadiéndole una marcada sensibilidad social. La senda abierta por este periódico la siguió en los años Ochenta el catalán “La Tramontana”, que intentó combinar anarquismo y nacionalismo, lo que era una contradicción difícil de superar. En los años Noventa “La Anarquía” y “La Idea Libre”, ambas publicaciones anarquistas madrileñas, siguieron considerando al proletariado como el gran protagonista de su universo icónico. La iconografía socialista decimonónica fue mucho más limitada que la anarquista, centrándose especialmente en la difusión de la fisionomía de los dirigentes socialistas internacionales y en la celebración del Primero de Mayo. Esta fue también la temática desarrollada en “El Socialista” a lo largo de las dos primeras décadas del siglo XX, sin olvidar, claro está, la lucha por el establecimiento del socialismo. Asimismo, la emblemática festividad brera fue asumida como propia por el anarquismo, pero desmarcándose de la estrategia socialista, que a su juicio corría el riesgo de convertir la jornada en una simple fiesta popular, por lo que los anarquistas se centraron en su carácter reivindicativo a través de la huelga general, si bien nunca fue uno de los grandes temas de la iconografía libertaria.

A partire dal Sexenio Democratico, la stampa operaia spagnola assumerà l’abitudine di pubblicare illustrazioni come mezzo di propaganda effettivo per la mobilitazione sociale. I disegni che settimanalmente apparsero su “El condenado”, fra febbraio e agosto del 1872, sono i primi che possiamo chiamare internazionalisti e che ebbero la virtù di superare le caratteristiche del genere popolare della caricatura, aggiungendogli una maggiore sensibilità sociale. La strada aperta da questo giornale fu seguita negli anni Ottanta dal catalano “La Tramontana”, che tentò di combinare anarchismo e nazionalismo, fatto che costituiva una contraddizione difficile da superare. Negli anni Novanta “La Anarquía” e “La Idea Libre”, entrambe pubblicazioni anarchiche madrilene, continuarono a considerare il proletariato come il grande protagonista del loro universo iconografico. L’iconografia socialista ottocentesca fu invece molto più limitata di quella anarchica, centrandosi specialmente nella diffusione della fisionomia dei dirigenti socialisti internazionali e nella celebrazione del Primo maggio. Questa fu la tematica sviluppata da “El Socialista” lungi i due primi decenni del secolo XX. L’emblematica festività operaia venne assunta come propria anche dall’anarchismo, smarcandosi però dalla strategia socialista, che avrebbe corso il rishcio di trasformarla in semplice festa popolare, per centrarsi invece sul suo carattere revindicativo attraverso lo sciopero generale, nonostante questo non costituì mai uno dei grandi temi dell’iconografia libertaria.

Starting from Sexenio Democratico, the Spanish working press got used to issue pictures to make effective propaganda for social mobilization. The drawings that weekly appeard on "El condenado", between february and August 1872, were the first "internationalist" drawings and had the advantage of not being only popular caricatures, but to have a bigger social sensibility. The way opened by this magazine was followed in the Eighties from the catalan "LaTramontana", that tried to combine anarchism and nationalism: a difficult contraddiction to overcome. In the Nineties the anarchist magazines from Madrid "La Anarquia" and "La Idea Libre", kept considering proletariat like the main charachter of their iconographic universe. The socialist iconography from the ninteenth century was much weaker than the anarchist, committing especially in spreading the international socialist leaders' physiognomy and in underlining the importance of celebrating the first of May. These were the main topics developed by "El Socialista" during the first two decades of the Twentieth century. The emblematic working holiday was made proper by anarchists too, they made it free from the socialist strategy that would have had the power of making it become a simple popular holiday, concentrating about its claiming side: the general strike, altough this has never been an important subject in libertarian iconography.

 

 Judith Keene,- En busca de la vida en Acracia: un anarquista catalán en Australia

 Salvador Torrents fue un anarquista catalán autodidacta que tuvo que abandonar Cataluña a causa de la represión seguida a la Setmana tràgica de 1909. Llegó a Australia en 1915 y hasta su muerte en 1951, escribió comentarios, relatos y artículos en publicaciones libertarias en España, Francia y Estado Unidos. Con la excepción del periodo de la Geurra Civil Torrent siempre se mantuvo ajeno al movimiento sindical australiano. Reivindicó el potencial transformativo del anarquismo, que podía ser conseguido solo a través del papel revolucionario del autodidacta. En este análisis  Torrents aplicaba los conocimientos  políticos que había adquirido en la turbolenta política catalana de principiod de siglo junto a lo que había visto en condiciones análogas en el Nuevo Mundo.

 Salvador Torrents was a Catalan anarchist autodidact who was forced to quit Catalonia in the repressive aftermath of the Tragic Week, 1909. He arrived in Australia in 1915 and until his death in 1951 wrote commentaries, novellas and articles in libertarian newspapers in Spain, France and the United States. With the exception of the years of the Spanish Civil War, Torrents remained outside the Australian labour movement. He propounded the transformative potential of anarchism which could be achieved only through the revolutionary role of the autodidact. In this analysis Torrents was applying the political understandings that he had acquired in the turbulent politics of Catalonia at the turn of the century to what he saw as the similar conditions in the New World.

 Salvador Torrents era un anarchico catalano autodidatta che fu costretto a lasciare la Catalogna a causa della repressione seguita alla Settimana tragica del 1909. Giunse in Australia nel 1915 e fino alla morte, nel 1951, scrisse commenti, racconti e articoli su pubblicazioni libertarie in Spagna, Francia e negli Stati Uniti. Tranne che nel periodo della Guerra civile Torrents si mantenne estraneo al movimento sindacale australiano. Egli rivendicava il potenziale di trasformazione dell’anarchia, che poteva essere conseguito soltanto tramite il ruolo rivoluzionario dell’autodidatta. In questa analisi Torrents applicava le cognizioni politiche che aveva acquisito nella turbolenta politica catalana di inizio secolo a ciò che aveva visto in condizioni analoghe nel Nuovo Mondo.

 

Marco Cipollini, La historia en entredicho y la historia entre líneas: el olvido sin pacto de la hispanística italiana

A lo largo de todo el siglo XX, la mayor parte de los estudios académicos italianos relacionados con la realidad española moderna y contemporánea se han centrado y concentrado en filología y literatura.También después de 1945 mucha parte de los libros, estudios y revistas de argumento hispánico se han dedicado casi por completo a literatura y arte, con varios bosquejos biográficos de los escritores y artistas más reconocidos, muchas ediciones tanto de obras sueltas como de obras escogidas y cierta cantidad de fotocatálogos de arte y selecciones antológicas de textos literarios.Cada uno de estos subgéneros supone y necesita algo de historia, pero siempre la ve como un instrumento y una cuestión de contenido, más que como un contexto o un discurso autónomo y una estrategia crítica capaz de enfocar como tal el pasado de España. La historia se reduce a cuento y forma de contar, a soporte y nexo con que ensartar una colección de historias personales, entramadas de figuras, libros y personajes. En el caso de la literatura y arte más reciente la noción y la palabra hasta pueden llegar a desaparecer, desplazadas por otras etiquetas, más sincrónicas, como por ejemplo las de panorama y visión de conjunto.En Italia y para la hispanística italiana, la conquista de un enfoque histórico propiamente dicho es relativamente reciente y paradójicamente hay que relacionarla con las crisis paralelas de la historia y la literatura, debido a factores como la difusión del estructuralismo, el colapso de las grandes ideologías, las polémicas del llamado revisionismo y el éxito internacional de la hermenéutica, del posmodernismo y de los estudios de lingüística computacional.

During the twentieth century, the mainstream of the Italian scholar and academic tradition concerning modern and contemporary Spain has been based and centered on philology and  literature.Even after 1945 most of the books, essays and journals written and published in Italy on Spanish topics were almost entirely devoted to literature and the arts, with various biographical sketches of the most famous writers and artists, many editions of their single or collected works and few literarian anthologies and iconographic catalogues. Each genre needed and implied history, but always conceived it as an instrument or as a matter of contents, more than as a real context or as an autonomous discourse and a critical strategy for focusing the past of Spain in itself.History was just a narrative, used to support and link a collection of personal stories,  figures, book and characters. For more recent literature as for any other genre of strictly contemporary culture production the notion and the word of history  could even disappear, misplaced by other and more synchronical labels, as i.e. panorama and overview.In Italy and for Italian Spanish studies, the focus on history is a very recent achievement, and paradoxically  could be related with the crisis of  literature and history, due to the worldwide diffusion of the structuralism, the collapse of ideologies, the polemics of the so called revisionism and the international rise of hermeneutics, postmodernism and computer based linguistics.

Per tutto il XX secolo la maggior parte degli studi accademici italiani attinenti alla realtà spagnola moderna e contemporanea si sono occupati di filologia e letteratura.Anche dopo il 1945 gran parte dei libri, studi e riviste di argomento ispanistico si sono dedicati quasi completamente alla letteratura e all’arte, con varie descrizioni biografiche degli scrittori e artisti più noti, molte edizioni tanto di opere individuali quanto di opere scelte e un buon numero di cataloghi fotografici e scelte antologiche di testi letterari.Ognuno di questi sottogeneri presuppone e richiede un po’ di storia, ma la vede sempre come strumento e problema di contenuto, più che come contesto o discorso autonomo e strategia critica capace di prendere in esame il passato della Spagna in quanto tale. La storia si riduce a racconto e modo di raccontare, a supporto e nesso su cui inserire una collezione di storie personali arricchite di figure, libri e personaggi. Nel caso della letteratura e arte più recente la nozione e la parola possono persino scomparire, sostituite da altre etichette, più sincroniche, come ad esempio quella di panorama e visione d’insieme.In Italia e per l’ispanistica italiana, la conquista di una visione storica propriamente detta è relativamente recente e deve paradossalmente esser messa in relazione con le crisi parallele della storia e della letteratura, dovute a fattori como la diffusione dello strutturalismo, al collasso delle grandi ideologie, le polemiche del cosiddetto revisionismo e il successo internazionale dell’ermeneutica, del postmodernismo e degli studi di linguistica computazionale.

 

Nella sezione Rassegne e note si presenta uno studio di Manuel Ortiz Heras su Historia social en la dictadura franquista: apoyos sociales y actitudes de los españoles in cui viene delineato lo stato della questione attuale sugli studi di storia sociale in Spagna; in particolare, l’Autore si sofferma sull’apporto storiografico degli studi che hanno cercato di indagare i diversi comportamenti e atteggiamenti che il franchismo generò nel corpo sociale, con particolare riferimento alla teoria del consenso e degli appoggi sociali al regime. Segue uno studio di Marco Cipollini intitolato Tra Francia e Spagna. Post-nazionalismo e nazionalità “debole” in Catalogne Nord, in cui si studiano i rapporti fra cultura, educazione e tendenze nazionalizzazione. Infine, una breve nota di Antonella Caron presenta la “Collection Hispania”, rivista francese di studi sul teatro spagnolo nata nell’anno 2000.

Segue la sezione Fondi e Fonti, in cui uno studio di José Luis Ledesma Vera riguarda la “Causa General”, vasto fondo documentale dell’Archivo Histórico Nacional di Madrid, creato durante il franchismo con materiali provenienti dal Tribunal Supremo con l’intento di ricostruire e creare le prove documentarie del “terror rojo” durante la Guerra civile.

Infine, nella sezione Altrispanismi si trova una ricerca di Ángeles Egido e Matilde Eiroa intitolata El Hispanismo Histórico en Europa Centro Oriental. In questo studio le Autrici ricostruiscono la genesi e lo sviluppo degli studi ispanici nei paesi dell’Est Europa, in particolare Polonia, Ungheria, Bulgaria e le Repubbliche Ceca e Slovacca, riscoprendo questa fiorente tradizione di studi.

 

In the Rassegne e note section we have first an historiographic essay by Manuel Ortiz Heras (Historia social en la dictadura franquista: apoyos sociales y actitudes de los españoles) where we are presented with a current state of the art on social history in Spain; the Authos analizes in depth the studies that have tried to investigate the different attitudes and behaviors generated by Francoism in the social body. An essay by Marco Cipolloni (Tra Francia e Spagna. Post-nazionalismo e nazionalità “debole” in Catalogne Nord), takes into consideration the relationships between culture, education and nationalisation trends. The last contribution is a short note by Antonella Caron introducing  “Collection Hispania”, a French journal founded in 2000 devoted to studying the Spanish theatre.

The Fondi e Fonti section presents a research by José Luis Ledesma Vera on the  “Causa General”, an extensive documentary repository in Madrid’s Archivo Histórico Nacional, created during Francoism with papers from the Tribunal Supremo with the aim of reconstructing and establishing the documentary evidence of the “terror rojo” during the Spanish Civil War.

Finally, in the  Altrispanismi section we have a wide study by Ángeles Egido and Matilde Eiroa titled El Hispanismo Histórico en Europa Centro Oriental, in which we find the origin and the development of  Hispanic studies in the Eastern European countries, specially in Poland, Hungary, Bulgaria and in the Czech and Slovak Republics, redescovering that flourishing studies’ tradition.

 

En la sección Rassegne e note se presenta un estudio de Manuel Ortiz Heras sobre la Historia social en la dictadura franquista: apoyos sociales y actitudes de los españoles en el que  se delinea el estado de la cuestión sobre los estudios de historia social en España; en particular, el Autor se detiene  sobre los estudios que han intentado investigar los distintos comportamientos y actitudes que el franquismogeneró en la masa social, con particular atención a la teoría del consenso y los apoyos sociales al régimen. Sigue un estudio de Marco Cipolloni titulado Tra Francia e Spagna. Post-nazionalismo e nazionalità “debole” in Catalogne Nord, en el que se estudianlas relaciones entre cultura, educación y nacionalismo. Al final, una breve nota de Antonella Caron presenta la “Collection Hispania”, revista francesa de estudios sobre el teatro español nacida en el año 2000.

Sigue la sección Fondi e Fonti, en la que José Luís Ledesma  Vera presenta un estudio sobre la “Causa General”, vasto fondo documental del Archivo Histórico Nacional de Madrid, creado durante el franquismo con materiales provenientes del Tribunal Supremo con la finalidad de reconstruir y crear las pruebas documentales del “terror rojo” durante la Guerra civil.

Al fianl, en la sección Altrispanismi se encuentra un estudio de Ángeles Egido y Matilde Eiroa titulada El Hispanismo Histórico en Europa Centro Oriental. En este estudio las autoras reconstruyen la génesis y el desarrollo de los estudios  hispánicos en los países de Europa del Este, en particular Polonia, Hungría, Bulgaria y las Rúblicas Checas  y Eslovacas, redescubriendo esta importante tradición de estudios.

 


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