Saggi e ricerche n. 13

Saggi e ricerche n. 13

Juan Francisco Fuentes, Antonio Rojas Friend, Dolores Rubio, Aproximación sociológica al exilio liberal español en la Década Ominosa

L’articolo, primo frutto di una ricerca assai più vasta, analizza la composizione sociale dei liberali spagnoli in esilio tra il 1823 e il 1833, scavando nell’enorme quantità di materiale archivistico conservato, nella sua maggioranza, nelle Archives Nationales (serie F7) a Parigi e nell’Archivo Histórico Nacional a Madrid. I risultati di questa ricerca sono in molti sensi sorprendenti, mostrando ad esempio la rilevanza delle classi basse tra gli esiliati liberali. L’articolo offre quindi un’immagine nuova e più complessa della base sociale del primo liberalismo spagnolo.


Alberto Gil Novales, Introducción al 98

La guerra del 1898 iniziò a Cuba e nelle isole Filippine, due colonie che proclamarono la propria indipendenza contro lo Stato spagnolo, ma non contro la sua civiltà. L’intervento dell’imperialismo statunitense provocò il Desastre, e dopo di esso un diffuso pessimismo, assai evidente nei Regeneracionistas e nella Generazione del ’98. Questo nome fu dato a un gruppo di scrittori che creò un linguaggio nuovo, e passò così dalla protesta sociale all’estetica. Ma nonostante tutte le proprie interne contraddizioni, il gruppo rimase fedele al popolo nella sua ora più tremenda.


Pedro Carlos Gunzález Cuevas, Neoconservatismo e identidad europea. (Una aproximación histórica)

La Spagna franchista non poteva rimanere immune dall’impatto della costruzione europea che seguì alla seconda guerra mondiale. In questo senso le élite intellettuali e politiche spagnole cercarono di assumere in modo selettivo le attitudini e gli argomenti europei. A partire dagli anni Cinquanta questo atteggiamento è rivelato dal modo di prendere in esame i problemi europei, dai congressi internazionali, e soprattutto dalla fondazione del C.E.D.I. (Centro Europeo de Documentación e Información).
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Carla Perugini, Letteratura ed esperienze estreme. A proposito di Max Aub e Jorge Semprún (seconda parte)

Gli scrittori antifranchisti, che hanno vissuto alcune esperienze esistenziali estreme, come l’imprigionamento in campi di concentramento in Francia o Germania, le torture nelle Comisarías o la prigione dura in Spagna, hanno affrontato il penoso soggetto della loro personale vivencia in molti lavori, scrivendo semplicemente le memorie o rielaborandole in forma di fiction. In ogni caso la relazione con la scrittura ha dovuto superare l’inesprimibile contenuto della narrazione, la presunta intrasmissibilità delle atroci realtà, il conflitto fra estetica e argomento del racconto. Emblematici di tale tipo di conflitto – risolto – fra letteratura ed esperienze estreme risultano i lavori di Max Aub e Jorge Semprún.

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