Saggi e ricerche n. 11

Saggi e ricerche n. 11

Eric J. Hobsbawm, Storiografia e banditismo: introduzione allo stato della que­stione

Questo breve studio introduttivo offre un panorama sugli studi relativi sul banditismo sociale. L’autore, attraverso una descrizione schematica e per linee esterne, espone l’argomento come fenomeno storico, offrendo diverse strategie su come rapportarsi al fenomeno e su come distinguere tra i contenuti sociali e i comportamenti anomici e delittuosi tenuti da marginali e criminali comuni.


Giuliana Di Febo, La Spagna pittoresca: banditi e viaggiatori

Questo saggio analizza l’uso della categoria estetica del pittoresco da parte dei viaggiatori stranieri che visitano la Spagna tra il 1830  e il 1860. Il pittoresco, collocandosi nella linea principale del romanticismo, diventa una moda, una prospettiva convenzionale capace di reinventare e ricreare i panorami storici sul modello dei bozzetti pittorici di Salvator Rosa. L’Andalusia è la terra più cara ai viaggiatori, che la considerano un vero magazzino dell’esotismo (gitani, banditi, tori,  locande pericolose, etc.). Grazie al filtro del pittoresco i viaggiatori-narratori (tra cui Ford, Gautier, Irving, de Custine e Mérimée) trasfigurano il banditismo storico in un topico finzionale, offrendone una visione romanzata che sconfina nell’esotismo.


María Rosa Saurín de la Iglesia, Variaciones sobre un tema goethiano: “Ocios de españoles emigrados” (1824-1827)

In esilio a Londra, un gruppo di liberali spagnoli, ispirandosi all’ideale goethiano di imperialismo culturale,  fonda una rivista letteraria in collaborazione con l’editore Ackermann, desideroso di conquistare il mercato letterario delle colonie spagnole, da poco divenute indipendenti. Gli scrittori spagnoli,  politici e intellettuali, fidando nella propria capacità di mediazione culturale, volevano invece superare la frattura creatasi tra la metropoli e gli Spagnoli d’America.


Agustín Sánchez Andrés, La política colonial española durante la segunda mitad del siglo XIX: modelos teóricos, objetivos y estrategías

Il governo liberale spagnolo si trovò a dover ricostruire su nuove basi il vecchio patto coloniale, generando tensioni tra  gruppi oligarchici  spagnoli e ispanoamericani. Questo scenario offre spazi  per diversi modelli teorici relativi al riassetto dei rapporti tra metropoli e colonie. La discussione su questi modelli influenzerà la politica coloniale spagnola per tutto il secolo XIX.


Ricard Vinyes, La metàfora de bronze. El procés de monumentalització a J. Verdaguer (1902-1924)

La vicenda del monumento barcellonese al poeta catalano J. Verdaguer è molto tormentata e comincia a inizio secolo, subito dopo la sua morte.  La storia del monumento rispecchia il fallimento di alcune politiche e più in generale della élite politica del primo quarto di secolo. Il saggio ci riporta all’ambiente sociale  di Barcellona negli anni in cui il catalanismo andava lentamente acquisendo coscienza di sé in un’epoca di grandi tensioni sociali e sindacali. 
S. Rusiñol, nella pièce teatrale El  Místic, offre il proprio ritratto della personalità di Verdaguer, dandone un’immagine totalmente diversa da quella dei discorsi inaugurali del monumento che, nel 1924, avrebbero scelto di enfatizzare l’ispanità di Verdaguer, ”gloria della razza ispanica”.


Alfonso Botti, Manuel Azaña, la coscienza religiosa e la politica ecclesiastica

Il saggio analizza la posizione assunta da Azaña a partire da un punto di vista personale, culturale e politico in materia di religione e rispetto alla posizione della chiesa cattolica in Spagna, nel periodo compreso tra l’inizio del secolo e la guerra civile. Assai critico rispetto al protonazionalcattolicesimo, Azaña vede in questa posizione ideologica ed ecclesiastica il maggiore ostacolo per la costruzione di un moderno stato laico.  Sono queste le premesse della sua futura politica ecclesiastica negli anni della seconda Repubblica, una politica che egli vide e visse come una lotta della verità contro l’errore e che anche per questo  formulò senza fare la necessaria attenzione alle diverse forze esistenti nel paese. Lo studio si centra sui limiti della politica anticlericale di Azaña, cioè sulla sua incapacità di cogliere quanto ancora fosse grande la capacità di resistenza e mobilitazione del Cattolicesimo e della Chiesa spagnola.


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