Saggi e ricerche n. 6

Saggi e ricerche n. 6

Isabel Peñarrubia i Marquès, «Caciquisme» e democratizzazione a Maiorca

A Maiorca durante la Restaurazione si verificarono diverse forme di coesistenza tra il sistema di elezione controllato dai caciques e le associazioni democratiche attive nei campi culturali, di mutua assistenza e sindacali. Anche dopo l’introduzione del suffragio universale maschile nel 1891, gli elettori continuarono ad essere pesantemente condizionati dalle classiche forme di corruzione,  ricatti, favoritismi o aperta frode, sopecialmente in occasione delle elezioni per le Cortes. Allo stesso tempo, e particolarmente nelle zone urbane e fra le classi inferiori, emersero diverse strutture che ignoravano o si opponevano al sistema dei caciques e le cui molteplici forme di espressione andavano dalla stampa al teatro


Giovanni Casetta, Ritratto di una dittatura. La politica spagnola negli scritti di José Carlos Mariátegui, 1923-1930

Dopo una breve presentazione sui legami di Mariategui con l’Europa, l’autore esamina i suoi scritti sulla politica spagnola. In questi articoli Mariategui procede a profonde riflessioni sul Direttorio, sul passaggio dalla dittatura militare a quella civile e sulla successiva transizione alla Repubblica.
Inoltre, il saggista peruviano si sofferma con particolare interesse su due problemi, il paragone fra la dittatura spagnola e il fascismo italiano e l’atteggiamento degli intellettuali verso il regime di Primo de Rivera


Lorenzo Delgado Gómez-Escalonilla, De la regeneración intellectual a la legitimación ideological: la política cultural exterior de España (1921-1945)

L’organizzazione in Spagna di una politica estera culturale fu un processo che ebbe inizio durante la prima decade del XX secolo. I protagonisti principali furono gli intellettuali riformisti, persuasi della necessità di un’apertura culturale per ottenere la rigenerazione del paese e il suo avvicinamento alle grandi potenze europee. La Guerra Civile Spagnola cambiò l’evoluzione di questa apertura culturale. Il regime di Franco pose la politica estera culturale a disposizione degli obiettivi internazionali. All’inizio essa fu usata per favorire una migliore cooperazione con le potenze dell’Asse. Più tardi servì per allontanarsi da esso ed vvicinarsi alle nazioni anglo-sassoni, vittoriose nel secondo conflitto mondiale. La politica culturale fu, alla fine, un modo per affrontare l’isolamento internazionale, per ottenere il supporto dei circoli cattolici e conservatori degli altri paesi e per contribuire alla legittimazione ideologica del Franchismo all’estero. All’interno di tale processo, l’America Latina ebbe sempre un ruolo predominante ed agì come cassa di risonanza delle correzioni della dimensione culturale della politica estera.


Patrizio Rigobon, Jaume Vicens i Vives e la “nova história”

Questa ricerca è principalmente volta a dimostrare che l’influenza esercitata dalla scuola degli “Annales” su Jaume Vicens Vives sicuramente divenne evidente dopo il 9° Congresso Internazionale di Studi Storici di Parigi del 1950, ma che lo storico aveva già da tempo sviluppato una nuova teoria storica (e una pratica, per certi aspetti rivoluzionaria).


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