Norme editoriali

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"Spagna Contemporanea" è una rivista storiografica semestrale che prende in considerazione unicamente contributi originali e inediti, coerenti con i propri indirizzi e relativi al periodo dalla metà del secolo XVIII a oggi.

I testi, in forma anonima, verranno sottoposti alla lettura di due studiosi – di riconosciuto prestigio internazionale – specializzati nell'argomento e nel periodo, di cui uno esterno al Comitato di Redazione. Entro 60 giorni dal ricevimento del contributo la Redazione comunicherà all'Autore la propria decisione circa la pubblicazione, e le eventuali modifiche da apportarvi. Per la pubblicazione l'Autore dovrà autorizzare l'inserimento della sua affiliazione scientifica o accademica e del suo indirizzo e-mail.

Il fatto di offrire un contributo alla rivista sottintende la cessione di tutti i diritti alla stessa, e l'accettazione di quanto stabilito nelle presenti norme.

Le affermazioni degli Autori non impegnano in alcun modo la responsabilità della Rivista. I testi inviati non saranno comunque restituiti. La Rivista non pubblicherà le recensioni e le schede che non siano state previamente concordate con la Direzione.

Gli Autori, il cui contributo venga pubblicato nella rubrica Studi e ricerche, Rassegne e note, Gli esili e Altrispanismi riceveranno una copia della rivista e 20 estratti del proprio articolo.

1. I testi, completi di indirizzo, recapito telefonico, fax ed e-mail, devono essere corredati da un breve curriculum dell'Autore e da un sommario del lavoro presentato, che non ecceda le sei righe. Nel sommario dovranno essere indicate alcune parole chiave, fino a un massimo di sei, da utilizzarsi per la ricerca in linea in un futuro indice informatico.

2. I contributi devono essere previsti in funzione delle diverse rubriche in cui è strutturata la rivista (Studi e ricerche, Interviste, Rassegne e note, ecc.).

3. I testi, in italiano o in una delle lingue dello Stato spagnolo, devono essere contenuti entro le 50.000 battute (note e spazi bianchi compresi), e devono pervenire alla Redazione (c/o Istituto di studi storici Gaetano Salvemini, via Vanchiglia 3, 10124 Torino) in un originale su supporto cartaceo accompagnato dalla versione su dischetto (Word o WP nelle versioni Windows o Mac), con indicazione del programma e della versione. In alternativa i testi possono essere inviati per e-mail a  This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it

4. L'inosservanza di una o più delle norme indicate nei numeri precedenti farà sì che il contributo inviato non venga comunque preso in considerazione.

5. Per quello che riguarda le norme redazionali, i contributi verranno modificati per adeguarli allo stile della Rivista per ciò che attiene alla punteggiatura, uso delle maiuscole, ecc. Per un primo indirizzo fanno testo le norme qui di seguito esposte:

Le uniche virgolette usate per le citazioni saranno i cosiddetti «caporali» (« »).

Le virgolette alte doppie (" ") verranno usate per citare le pubblicazioni periodiche nel testo e/o nelle indicazioni bibliografiche. Si useranno inoltre per trasmissioni radio e TV, e per i titoli dei convegni, conferenze e congressi: "Bambola e massaia. La donna nel regime fascista", Sassari, 18-20 ottobre 1982.

Le virgolette alte semplici (' ') verranno usate per citazioni entro le citazioni. Le citazioni testuali e anche le parole singole, se estratte da una citazione, si porranno tra «caporali» mentre le parole cui si voglia dare particolare risalto verranno poste tra virgolette alte doppie (" "). Si dovrà cercare di limitare al massimo l'uso di questo espediente.

Le citazioni testuali che superino le tre righe verranno poste in corpo minore senza virgolette, precedute e seguite da uno spazio supplementare. Se si omette parte di una citazione si indica questa omissione con tre punti in paren­tesi quadra [...]; analogamente quando si interviene in una citazione con spiegazioni, queste ultime vanno messe fra parentesi quadre seguite dalla dicitura [sic].

Ad esempio:

Pacifico Giulini, l'autore, così parla del forte:

Per l'aria cattivissima i condannati soffrono di molti mali fisici, soprattutto per costipazioni, reumi, flussioni di denti e febbri periodiche pertinacissime. [...] Di più le pioggie allagano le celle poste a piano terra della corte stessa, e l'acqua da bere è di pessimo sapore e pur anco puzzolente.

Pure in queste condizioni ambientali dure e avvilenti Budini diede prova di carattere coraggioso e intransigente.

Sigle - Le sigle devono essere scritte interamente in maiuscole, senza spaziature interne e le singole lettere non devono essere separate da punti: PCI, USA, URSS, PSOE, ETA, ecc. Genere e numero dell'articolo delle sigle si ricavano dal loro svolgimento: il Partito Comunista Italiano, gli Stati Uniti d'America, la Royal Air Force, ecc.

- Si ricorda che in italiano l'accento sulla lettera e è sempre acuto (é), tranne che per la forma verbale è, le parole derivate dal francese (gilè, lacchè), e alcune poche altre: caffè, tè, piè, ahimè e la congiunzione cioè.

- L'uso della d eufonica (ed, ad) deve essere limitata ai casi di due vocali uguali e nell'espressione ad esempio: ad adorare, ed eventualmente.

Maiuscolo - È bene farne uso il meno possibile. Lo si usa per:

- 1.I nomi, i cognomi, i soprannomi e gli pseudonimi: Lorenzo il Magni­fico, el Empecinado.

- 2.I nomi propri di enti, istituti, organizzazioni e partiti, che avranno l'iniziale maiuscola: Partito Comunista Italiano, Banca Commerciale Italiana, Opera Nazionale Maternità e Infanzia.

- 3.I nomi che indicano epoche, periodi storici, avvenimenti di grande importanza storica solo quando possono generare equivoci: Siglo de Oro, Risorgimento, Guerra de la Independencia, Resistenza, Guerra civil.

- 4.I termini geografici che indicano una particolare regione: Mezzogior­no, el Levante, alto Mantovano.

- 5.I nomi geografici. Nei nomi composti il nome comune avrà l'iniziale minuscola e quello proprio maiuscola: mar Mediterraneo, val Trompia.

- 6.I nomi dei documenti ufficiali: la Costituzione, la Magna Charta, la Carta gaditana, lo Statuto.

- 7.Per le funzioni, le banche e le istituzioni: ministero dell'Interno; ministero della Marina; ma ministro della marina; Questura di Roma, ma questore di Roma; Prefettura, ma prefetto; le prefetture, le questure; il Comune di Parma, ma i comuni del Mezzogiorno.

Vanno evitate le maiuscole di rispetto come; patria, governo, repubblica, re, monarchia, papa, onorevole, ministro. Fanno eccezione i casi di ambiguità come: Stato, Chiesa, Regione, Comune, Camera, Parlamento, Senato, quando si tratta delle istituzioni. I punti cardinali vanno minuscoli, a sud di Roma, verso est, maiuscoli se indicano un'aggregazione sociopolitica: il Mezzogiorno d'Italia, gli imprenditori del Nordest, ecc.

Minuscolo - In conseguenza di quanto sopra detto, avranno l'iniziale minuscola:

- 1.I nomi di popoli antichi e moderni: i fenici, gli spagnoli.

- 2.I titoli nobiliari e accademici: conte, vescovo, professore.

- 3.I gradi e i corpi militari: generale, ammiraglio, brigata; le qualifiche funzionali.

- 4.Gli accordi, le paci, le guerre, le leghe: prima guerra mondiale, pace di Parigi.

- 5.Indicazioni geografiche come nord, sud, oriente, occidente ma l'alto Milanese, il basso Varesotto.

- 6.I nomi di organismi al plurale: camere di commercio; i comuni; i ministeri.

Date

Le date dovranno sempre essere scritte per esteso, sia nel testo sia nelle note e nelle citazioni archivistiche: esempio 14 gennaio 1982, 1950-1951, e mai 1950-51, né 1950-'51 o '50-'51.

Si può dire nel '900, quando si intende specificamente l'anno 1900, ma è preferibile la forma in lettere con l'iniziale maiuscola, Novecento. Si può anche usare secolo XX o XX secolo.

Anche quando ci si riferisce ad anni o date di importanza storica è meglio usare la forma in lettere con l'iniziale maiuscola: esempio il Quarantotto, il Sessantotto, il Primo maggio e non il I maggio o il l° Maggio, Seconda Internazionale.

Bisogna ricordare invece che nel caso della forma: anni trenta, quaranta, ormai di uso corrente, si usa la maiuscola per esteso: anni Quaranta e non anni '40, o 1° luglio, non 1 luglio.

Le note devono sempre essere a piè di pagina. Il numero delle note nel testo e nelle note stesse va indicato in esponente, senza punteggiatura né parentesi. Il numero progressivo di nota precede sempre tutti i segni d'interpunzione, ma segue le virgolette e le eventuali parentesi. Esempio: ricorda infatti Botti1, come del resto prima di lui aveva fatto Venza2, (entrambi seguaci della nota tesi sulla narcolessi essenziale)3, che «chi dorme non piglia pesci» 4.

- Nelle citazioni bibliografiche vanno indicati: l'iniziale del nome dell'Autore seguita dal punto, il cognome con la sola iniziale maiuscola, il titolo dell'opera in corsivo, il luogo di edizione, l'editore e l'anno di edizione, tutti separati da virgole e seguiti alla fine da un punto. Esempio: E. Rodríguez Solís, Los guerrilleros de 1808. Historia popular de la Guerra de Independencia, Madrid, Imprenta de Fernando Cao y Domingo Val, 1887. L'indicazione delle pagine sarà p. (se una sola), o pp. se più. In tal caso l'indicazione iniziale e quella finale saranno separate dal trattino (es. pp. 28-131).

- In caso l'opera esista anche in traduzione italiana (o spagnola), questa verrà indicata in parentesi quadra dopo quella originale (se quest'ultima è quella utilizzata dall'Autore), come segue: E.J. Hobsbawm, Primitive Rebels. Studies in Archaic Forms of Social Movement in the Nineteenth and Twentieth Centuries, Manchester, Manchester University Press, 1959 [tr. it. I ribelli. Forme primitive di rivolta sociale, Torino, Einaudi, 1966]. Se invece l'Autore utilizza la traduzione, indicherà l'edizione originale tra parentesi tonda, come segue: E.J. Hobsbawm, I ribelli. Forme primitive di rivolta sociale, Torino, Einaudi, 1966 (ed. or. Primitive Rebels. Studies in Archaic Forms of Social Movement in the Nineteenth and Twentieth Centuries, Manchester, Manchester University Press, 1959). Il nome del luogo di stampa, nel caso di edizioni straniere, verrà indicato nella lingua originale (Barcelona, Paris, London e non Barcellona, Parigi, Londra).

- Nel caso di opere a cura di uno o più autori, di atti, o di raccolte di articoli e saggi, si opererà come segue: D. Romagnoli (ed.), La città e la corte. Buone e cattive maniere tra Medioevo ed Età Moderna, Milano, Guerini e Associati, 1991. Oppure, J.-L. Flandrin, M. Montanari (eds.), Histoire de l'alimentation, Paris, Fayard, 1996. Fino a tre autori si indicheranno i nomi degli stessi. Nel caso siano più di tre, non siano indicati, e in mancanza di curatori, si indicherà il solo titolo.

- Per le citazioni da riviste si opererà come segue: V. Scotti Douglas, L'Archivo General de Simancas, fonte misconosciuta per la storia del regno di Giuseppe Bonaparte, in "Spagna contemporanea", 1995, n. 7, pp. 177-223.

- Analogamente ci si comporterà per saggi o articoli in volumi collettivi: V. Scotti Douglas, The Influence of the Spanish Antinapoleonic Guerrilla Experience on the Italian Risorgimento's Treaties on Partisan Warfare, in T. Panecki, U. Olech (eds.), XX International Colloquium of Military History, Warsaw - Poland 28 August - 3 September 1994, Warsaw, Polish Commission of Military History, 1995, pp. 390-407.

- Quando si cita da un quotidiano ci si attenga a questo schema: G. Mura, Giocano tutti per la Juve, "La Repubblica", 3 marzo 1997, p. 14, e non in "La Repubblica", ecc. Si userà in solo nel caso di contributi a volumi collettivi o a riviste, come esemplificato al paragrafo precedente.

Soltanto nel caso di possibili equivoci dovuti a omonimia o altri fattori, si indicherà tra parentesi anche la città: A. Botti, El fracaso de los partidos católicos: el caso italiano, "El Mundo" (Caracas), 8 ottobre 1995, p. 7.

- Si farà uso delle seguenti abbreviazioni e notazioni convenzionali: in caso di citazione di uno stesso Autore nella medesima nota si userà Id. invece del nome e cognome. Esempio: V. Scotti Douglas, The Influence of the Spanish Antinapoleonic Guerrilla Experience on the Italian Risorgimento's Treaties on Partisan Warfare, in T. Panecki, U. Olech (eds.), XX International Colloquium of Military History, Warsaw - Poland 28 August - 3 September 1994, Warsaw, Polish Commission of Military History, 1995, pp. 390-407. Vedi anche Id., L'Archivo General de Simancas, fonte misconosciuta per la storia del regno di Giuseppe Bonaparte, in "Spagna contemporanea", 1995, n. 7, pp. 177-223.

- Si userà Cfr. per confronta e passim quando si voglia indicare un riferimento a concetti disseminati nell'opera citata.

- In caso di più citazioni della stessa opera, e quando questa sia l'unica di quell'Autore a essere citata, anziché ripetere l'indicazione del titolo si impiegherà op. cit.

- Se invece le opere citate di uno stesso Autore sono diverse, verranno indicate con il titolo abbreviato in modo intelleggibile seguito da tre puntini sospensivi e dall'indicazione cit. Esempio: A. Botti, Nazionalcattolicesimo..., cit., p. 137.

- Si impiegherà la parola ibidem quando la stessa fonte e la stessa pagina, o lo stesso documento, ricorra in più note consecutive. Si userà invece ivi nel caso in cui la fonte sia la stessa, ma diversa la pagina.

Per l'indicazione delle fonti archivistiche ci si atterrà ai seguenti criteri:

1) Il nome per esteso dell'archivio e la sua forma abbreviata verranno indicati nella prima citazione, come segue: Archivo General de Simancas, d'ora in poi AGS; Archivio di Stato di Milano, d'ora in poi ASM, ecc.

2) Si indicherà poi il fondo, sección, o altra forma di identificazione, in corsivo, con l'eventuale abbreviazione. Esempio: Archivo General de Simancas, d'ora in poi AGS, Gracia y Justicia, d'ora in poi GyJ; Archivio di Stato di Milano, d'ora in poi ASM, Commercio.

3) Si fornirà quindi la filza, faldone, mazzo o legajo, busta o carpeta, seguito dal rispettivo numero, e dalle altre eventuali indicazioni identificative. Esempio: Archives Nationales Paris, d'ora in poi ANP, F1 bII , Pô 5, le 15 fructidor an X; ANP, AF IV, 1711/A, documento 2, Rapporto di Villa, Segretario Generale della Direzione di Polizia, Milano, 25 giugno 1809. Ogni eventuale abbreviazione deve sempre essere indicata in occasione della prima citazione della fonte. Esempio: Servicio Histórico Militar de Madrid, S.H.M. desde ahora, Archivo Guerra de la Independencia, A.G.I. desde ahora, Colección Duque de Bailén, CDB desde ahora, legajo, leg. desde ahora, 15, carpeta, carp. desde ahora, 1; Archivio di Stato di Milano, d'ora in poi ASM, Commercio, filza, d'ora in poi F, 27, busta, d'ora in poi b, 14.

La Rivista si riserva comunque il giudizio finale per quanto riguarda la lunghezza dei contributi e l'uso della lingua.